Auguri di buon Natale!

 In Hotel, turismo

Grazie per essere stati con noi in questo 2021!

La vostra fiducia e il vostro affetto sono stati e sono sempre importantissimi per noi: lasciateci ricambiare augurandovi di cuore giorni sereni e felici, con i vostri affetti più cari, e una casa piena di risate, armonia, pace e amore! 🎄

Buone feste da tutto lo staff Le Grotte: e per celebrare insieme questo Natale, vogliamo regalarvi questa nostra piccola storia, l’avventura di Biscottino nel nostro Hotel!

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🌟 Biscottino e il Natale 
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Tutto ha inizio nella cucina del nostro ristorante dove lo chef Alessandro è intento a preparare tante buone cose per il Natale alle porte. Inforna tortini, assaggia una zuppa, prepara torte e biscotti per la colazione, quando sente “toc! toc!”, dei piccoli colpetti proprio alle sue spalle. Pensa tra sé e sé, di aver sentito male e che i rumori certamente provengono dalla sala ristorante, ma non fa in tempo a dissuadersi che sente sussurrare una vocina “Ehi! Ehi tu! Fa caldo qui dentro!!!” Alessandro lentamente si volta verso il forno e stenta a credere ai suoi occhi! Uno dei biscotti di pan di zenzero è in piedi come un omino e con la faccina paonazza bussa contro il vetro! “Ehi tu! Aprimi subito! Si muore di caldo qui!”

“Per tutte le meringhe dell’universo, che sta succedendo lì dentro?!” lo chef incredulo si avvicina al forno sperando di essersi sbagliato, ma il biscotto di zenzero spalanca un bel sorrisone che lo convince finalmente ad aprire lo sportello. Con un agile salto l’omino esce dal forno e Alessandro prontamente allunga una mano per acciuffarlo. Lui, più agile di un leprotto, non ne vuole proprio sapere di farsi prendere e salta qua e là buttando all’aria pentole e stoviglie.

Sentito tutto quel trambusto, in men che non si dica, la cucina si popola di tutto lo staff dell’hotel. Sopraggiungono anche Luciano e Marina pronti ad ascoltare le spiegazioni di Alessandro che racconta a tutti l’accaduto. Marina è intenta a raccogliere da terra i cocci rotti e delle pentole quando sotto ad un grande tegame di rame, rannicchiato e tremolate trova il piccolo esserino.

“Ehi ciao…non aver paura, non voglio farti del male io sono Marina e tu come ti chiami?” chiese con dolcezza “mmm… non lo so” allungandole il mignolo della sua mano Marina lo rassicura “Dai prendi la mia mano ed esci da lì. Che ne dici se ti chiamo Biscottino?” Il biscotto ci pensò su un momento e poi annuì compiaciuto “Ora andiamo a bere un sorso d’acqua, accaldato come sei, se non fai attenzione potresti perdere un bottone!” Biscottino timoroso le prese il dito con la sua mano di biscotto. “Sarai nostro ospite finché lo vorrai” disse Marina.

La favola di Biscottino era appena iniziata…

Ancora tra le braccia di Marina, Biscottino varcò l’ingresso dell’hotel: “Ciao io sono Stefania, loro sono Elisa e Silvia. Certo che hai combinato un bel trambusto oggi in cucina!” gli disse in tono scherzoso. Biscottino impiegò pochissimo per mettersi a suo agio e ancor meno per combinare altri pasticci. Saltellando sulla tastiera del pc inviò una mail dal testo incomprensibile ad un fornitore, aggiunse nell’agenda della spa due trattamenti per il pomeriggio e mandò in stampa un documento di 20 pagine e avrebbe proseguito se Elisa non lo avesse fermato “Insomma sei proprio una piccola peste! Vieni che ti aiuto a mettere questo e chissà che non ti calmerai un po’”.

Con indosso una cosa bianca morbidissima, raggiunsero una stanza che non conosceva. Biscottino non aveva mai visto niente di simile: una piccola cascata usciva dal muro e si riversava in una calda piscina da cui risalivano tante bollicine. Poco più in là una stanza sembrava racchiudere una nuvola calda compattata ed entrando Biscottino poteva sentirla appoggiarsi sulla sua superficie croccante. Un’altra stanza era completamente ricoperta di legno, se ne avvertiva anche il profumo. Era molto più calda di quella con la nuvola e Biscottino rimase solo un po’.

Seduto sul bordo della vasca toccò l’acqua con il suo piede di biscotto. Si sentiva stanco dopo quella giornata piena di emozioni e s’immerse completamente. Cullato dal movimento delle bollicine sentiva rilassarsi ogni briciola del suo corpo e si abbandonò a quella sensazione di leggerezza mai provata prima…

“Biscottino, Biscottino vieni, non puoi restare a bagno troppo a lungo, non vorrei che ti sciogliessi” disse Silvia, “Marina ha una sorpresa per te, ti aiuterà a sentirti bene”.

Fu come volare leggero, trasportato dai movimenti dolci delle mani di quella ragazza, prima le piante dei piedi, poi le gambe, il busto, le braccia, le mani ed infine il viso. La cabina era invasa dal profumo delle candele accese e l’olio di una di queste era caldo ed avvolgeva ogni granello di zucchero e di farina di cui era fatto. Avrebbe proprio voluto che quel momento durasse all’infinito.

Terminato il massaggio era completamente rinato e la sua friabilità di biscotto ora era a prova di qualsiasi stress. Quando usci dalla cabina, Silvia era lì che lo stava aspettando.

“Biscottino mi sembri molto rilassato, vedrai che una bella dormita è proprio quel che ci vuole adesso”.
Avvolto nelle morbide lenzuola della camera 102 si sentiva sereno ed appagato. Non era più spaventato da quella nuova realtà, era grato per quella bellissima giornata e per tutte le meravigliose cose che aveva scoperto.

Tutto lo staff iniziò a prendersi cura di Biscottino. Era un biscotto decisamente birichino, ma i suoi occhioni dolci erano in grado di mandare in brodo di giuggiole chiunque! Ovunque andasse chiedeva alle ragazze che lo accompagnavano: “Questo cosa è? Questo a cosa serve?” Saltava da tutte le parti e appena si apriva una porta, lui subito s’intrufolava in quella stanza.

Adorava fare il giro con le governanti. Silvia che acconsentiva a portarlo con sé non era affatto d’accordo quando si metteva a curiosare tra le cose degli ospiti “Biscottino su, su, da bravo, lo sai che sono felice se vieni con noi, ma cerca di non combinarne una delle tue!” Lui come se nulla fosse, affondava il suo nasino tra i vestiti per sentirne il profumo, tentava di spazzolare la sua superficie croccante con un pettine o s’infilava nei letti lasciando in giro qualche briciola e stropicciando le coperte.

Finché un giorno curiosando non trovò la sua camera preferita: dalla finestra si vedevano gli alberi con i colori autunnali al tramonto “Posso dormire qui d’ora in poi?” chiese con tenerezza e Marina annuì dolcemente “Certo che puoi”. Allora Biscottino si accoccolò sul cuscino, per poi arrotolarsi come un involtino fra le coperte. Lo Chef gli portò un libro di ricette e Biscottino si addormentò pensando a quanto sarebbe stato bello essere un Dolce Principe di Piemonte.

Il giorno seguente Biscottino si risvegliò con la luce del mattino che dipingeva delle buffe forme sulle lenzuola del suo letto e dalla finestra le foglie degli alberi intorno all’Hotel avevano dei bellissimi e variopinti colori.
Non poteva perdere un momento in più e si diresse alla reception intento a scoprire il mondo lì fuori “Monica cosa sono quelle cose colorate appese? Mi porti a vederle?” Monica assorbita completamente da ciò che stava scrivendo al pc fu stupita e felice di sentire quella richiesta “Certo, quella è solo una delle tante cose meravigliose che ci sono lì fuori, si chiamano foglie!”.

Proprio mentre i due stavano uscendo, Biscottino vide entrare delle persone che non aveva visto il giorno prima. Erano in tre e uno di loro attirò la sua attenzione poiché era piccolo rispetto agli umani a cui era abituato. Certamente lo superava in altezza, ma aveva un maglioncino con i bottoni bianchi proprio come i suoi.

Due piccoli colpetti alla mano fecero fermare e voltare Monica “Loro chi sono?” “Loro sono i nostri ospiti, come te Biscottino e dormiranno qua nel nostro Hotel per qualche giorno. Sono una famiglia”. La donna teneva in braccio quell’omino che tanto gli somigliava proprio come Marina aveva fatto con lui nel giorno in cui si erano conosciuti, gli pizzicava le guance e il bimbo rideva di gioia. Provò una sensazione strana, che però non durò a lungo. Monica con dolcezza lo aveva preso tra le sue braccia “Andiamo, non sai quante cose ho in mente di farti vedere!”

Tornato dalla passeggiata Biscottino era davvero affamato, allora Monica lo portò al ristorante e si diresse in cucina per chiedere ad Alessandro di preparare qualcosa di caldo. Biscottino dietro di lei, era appena salito sul bancone della cucina. Lo Chef non poteva ancora credere ai suoi occhi: un biscotto di zenzero impastato da lui, che spuntava tra i piatti e lo riempiva di domande su qualsiasi cosa facesse. Cucinare così era davvero difficile!

Daniele il cameriere di sala giunse proprio nel momento giusto “Sai che di là c’è un bambino che vuole conoscerti? Ti andrebbe di giocare un po’ con lui mentre aspettate il pranzo?” Biscottino che non stava più nella pelle dalla felicità, saltò sulla spalla di Daniele.

I due risero e si divertirono per tutto il tempo e solo quando arrivarono in tavola le portate mangiarono senza più fare un fiato, tanto erano buone.

Quella sera Biscottino non riusciva a prendere sonno. Pensava a quanto era stato bello ridere e giocare con quel bambino! Pensava a tutti i segreti dell’Hotel che poteva mostrargli, pensava alla Spa dove c’era la piscina con la cascata e a quanto sarebbe stato divertente passare del tempo lì insieme a tirarsi l’acqua e ed ascoltare le storie del mondo di fuori.

Si addormentò pensando a come sarebbe stato bello poter vivere quei momenti di gioia sempre, perché quando le luci dell’hotel si spegnevano e lo staff tornava a casa, lui un po’ si sentiva solo.

La mattina seguente Biscottino era euforico! Certamente avrebbe rivisto il bambino a colazione e avrebbe preso coraggio.

Lo trovò al solito tavolo, insieme alla sua famiglia con il nasino sporco di bianco, che addentava un cornetto ricoperto di zucchero a velo.

Lo sguardo del bambino incontrò quello di Biscottino e la felicità inondò gli occhi di entrambi. Biscottino era seduto di fianco a lui e non smetteva di sorridere quando la mamma disse “Biscottino noi stiamo per partire… Tommaso è molto dispiaciuto di doverti salutare”. Il suo viso friabile fu attraversato da una lacrima che bagnò profondamente la sua pasta.

Il babbo e la mamma allora si guardarono e sussurratosi qualcosa all’orecchio il babbo guardò Biscottino, accennò un sorriso e uscì dalla stanza. “Tu non hai una famiglia qui?” disse la mamma “Non lo so, ho loro” disse guardando in direzione dello staff indaffarato a servire la colazione “Cos’è una famiglia?” disse il biscotto singhiozzando “La famiglia è un dono, è Tommaso che rappresenta il senso della vita! Anche tu per Tommaso sei stato un dono, che ne dici di venire con noi?” Il bambino urlò di gioia e Biscottino dopo aver detto di si iniziò a ridere di felicità!

Alla partenza Marina era lì, insieme a Luciano e a tutto lo staff che pian piano si era radunato in reception per salutare di persona quel biscotto di pan di zenzero che aveva intenerito il cuore di tutti.
Marina con in mano una busta con un fiocco disse “Quando vorrete tornare tutti insieme per qualsiasi cosa vogliate, ecco, qua sarete sempre i benvenuti! Questo è un nostro omaggio per voi” E poi, rivolgendosi a Biscottino disse “ Grazie Biscottino per la tua compagnia, per noi non sei stato un ospite, ma molto di più! Torna presto a trovarci, mi raccomando!”

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